apr 18 2010

Progetto-intervento operatore amico

Tag:admin @ 20:04

Premessa

Il modello dell’operatore amico prevede l’attivazione nella classe di un piccolo gruppo di compagni coinvolti attivamente nel dare supporto e sostegno agli altri, con compiti che spaziano da attività pratiche di tipo organizzativo ad interventi quali il sostegno emotivo, l’ascolto attivo e la consulenza.

Nello specifico i compiti di tale figura sono:

  1. organizzare giochi o altre attività per i compagni più soli durante le pause dell’attività didattica
  2. aiutare i compagni con maggiori difficoltà di rendimento a studiare o a fare i compiti
  3. essere disponibili ad aiutare e ad ascoltare coloro che hanno un problema
  4. stare vicino ai compagni rifiutati, isolati o attaccati da altri
  5. essere vicini emotivamente ai compagni che vivono un momento particolare o difficile della loro vita.

Fasi per la realizzazione dell’intervento

Intervento preliminare nella classe

Questa prima fase serve a preparare il terreno per il progetto sia all’interno della classe nei confronti delle altre classi, degli insegnanti e dei genitori. Occorre attivare in classe percorsi di approfondimento a partire da stimoli culturali o di attualità. (Vedi allegati di possibili percorsi curriculare per le singole discipline)

Può essere utile pubblicizzare l’esperienza con la scelta di un logo e di uno slogan per il progetto, in modo da favorire la visibilità nei confronti della scuola.

Tempi previsti: variabile e nel corso dell’anno scolastico.

Attività preparatorie per la selezione degli operatori

La seconda fase prevede la selezione dei ragazzi che andranno a svolgere il compito di op.am.

I ragazzi sono invitati a designare coloro che presentano caratteristiche di disponibilità, altruismo, fiducia, ascolto e capacità di mediazione. Per orientare i ragazzi nella scelta sono previste delle attività preliminari: Circolo d’aiuto, Condividere, Stabilire una relazione d’aiuto. La scelta definitiva degli operatori sarà fatta in modo bilanciato tra i risultati delle indicazione della classe, le autocandidature dei ragazzi stessi, la valutazione degli insegnanti.

Tempi previsti: tre interventi del supervisore per complessive tre ore.

Il training comunicativo-relazionale per gli operatori

I ragazzi selezionati (in genere in un numero di 3-4) partecipano ad un training condotto dal supervisore per almeno 5-8 ore, possibilmente concentrate in una o al massimo due giornate e al di fuori dell’edificio scolastico

Gli obiettivi che il training si propone di raggiungere sono

  • Sviluppare le capacità di ascolto
  • Assumere una posizione corretta per comunicare disponibilità e attenzione
  • Favorire la comunicazione in chi chiede aiuto, utilizzando domande aperte
  • Comprendere le emozioni e i segnali non verbali dell’altro
  • Utilizzare un approccio del tipo problem-solving per aiutare il compagno in difficoltà.

Tempi previsti: 5/8 ore per la formazione degli operatori

L’intervento nella classe

L’inizio dell’attività degli operatori è un momento molto delicato: è quindi importante un momento in cui gli operatori stessi comunicano le esperienze vissute durante il trainig e progettino insieme ai compagni un programma di intervento per la classe, sottolineando che gli operatori  hanno un ruolo speciale, ma sono al servizio degli altri e del gruppo-classe.

Nel caso s’individuano delle esigenze specifiche per alcuni ragazzi, è importante che l’insegnante incontri individualmente gli alunni destinatari, in modo da confermare il  loro consenso.

Durante la fase d’intervento gli operatori-amici hanno come referente il supervisore, il cui compito è quello di offrire occasioni di riflessione e di orientarli di fronte a situazioni difficili, ma anche a definire i limiti delle loro attività.

Il passaggio delle consegne

Il progetto ha una struttura piramidale e prevede un coinvolgimento sempre più massiccio di alunni. E’ opportuno, quindi far ruotare gli alunni con compiti di operatore-amico fino a coinvolgere l’intera classe.

Vincenzo Di Napoli


apr 18 2010

PROGETTO DI EDUCAZIONE SOCIOAFFETTIVA STAR BENE CON SE STESSI E GLI ALTRI.

Tag:admin @ 19:57

PROGETTO DI EDUCAZIONE SOCIOAFFETTIVA

STAR BENE CON SE STESSI E GLI ALTRI.

Laboratorio di educazione socioaffetiva

L’idea di base di questo progetto formativo, è che l’individuo sia una totalità integrata della sfera cognitiva e di quella emotiva e che nell’apprendimento vi sia un’osmosi tra queste due sfere. Non è possibile scindere queste due parti, le quali s’influenzano a vicenda.

CONTENUTI

Attività di circle time, giochi per lo sviluppo della creatività, della comunicazione, dell’autocoscienza, dell’espressione corporea, educazione socioemozionale.

BISOGNI FORMATIVI

Far raggiungere ai ragazzi un buon livello di maturazione emotiva e di socializzazione.

OBIETTIVI

  • Migliorare la capacità di comunicare efficacemente
  • Promuovere un atteggiamento d’accettazione e di rispetto nei confronti degli adulti e dei coetanei
  • Promuovere l’abitudine a riflettere su concetti ed emozioni
  • Migliorare la competenza per la partecipazione proficua ai gruppi di lavoro, per risolvere problemi e conflitti
  • Saper prendere decisioni adeguatamente vagliate

AREE PROBLEMATICHE SU CUI INTERVENIRE

Relazione insegnante – classe

Relazione alunno – alunno

Relazione alunno con se stesso

METODOLOGIA

Sono state integrate le seguenti metodologie, in modo da ottenere un curricolo adattabile alle diverse problematiche di gestione della classe ed ai diversi contesti scolastici:

  • ANALISI TRANSAZIONALE, una scuola psicologica d’origine statunitense che pone la sua attenzione alla relazione comunicativa tra gli individui.
  • TECNICHE DI RISOLUZIONE DEI CONFLITTI, rielaborate dalla metodologia proposta da T. Gordon nell’Effectiveness Training
  • CIRCLE TIME, (tempo del cerchio) un gruppo di discussione centrato sul compito, uno spazio d’ascolto e di parola paritario durante il quale l’insegnante e gli alunni disposti in cerchio, parlano di argomenti liberamente scelti in un clima di accettazione e condivisione.
  • EDUCAZIONE RAZIONALE-EMOTIVA, basato sulla R.E.T. una terapia di ambito cognitivo sviluppata da Ellis.

ORGANIZZAZIONE ED ARTICOLAZIONE

Le attività saranno condotte in classe durante le ore curriculari, ancora meglio se in compresenza.   È importante che l’intero C. di Cl. partecipi al progetto, in quanto esso è per sua natura trasversale a tutti gli insegnamenti, quindi è consigliabile che le attività siano inserite da tutti i docenti nelle loro programmazioni didattiche.

TESTI

Test delle relazioni interpersonali di Bracken, ed. Erickson.

Test per la valutazione iniziale,in itinere e finale delle abilità socioaffettive

L’ABC delle mie emozioni di Di Pietro, ed. Erickson

Testo operativo per ogni alunno

L’educazione razionale-emotiva di Di Pietro, ed. Erickson

Manuale per i docenti per le attività socioemotive

Star bene insieme a scuola di Francescato e Putton, ed. NIS

Guida per le attività, in particolare per il circle time

83 giochi per la conduzione dei gruppi di Manes e alii, F. Angeli

Schede di giochi di socializzazione, esplorazione del sé, del corpo

A che gioco giocano gli studenti, di Ernst, ed. Giunti

Testo di applicazione in classe dell’AT

Insegnanti efficaci, di Gordon, ed. Giunti

Guida alle tecniche di risoluzione dei conflitti alunni-docenti

VERIFICA, VALUTAZIONE E MONITORAGGIO

Sarà rilevata la coesione e la rete socioaffetiva della classe, mediante la somministrazione del test delle relazioni interpersonali (in alternativa si può anche costruire un sociogramma), come   momento iniziale e alla fine del primo quadrimestre. In questo modo sarà possibile verificare in itinere il progetto e di calibrarlo al meglio alle esigenze della classe. Indicatori relazionali e comportamentali: coesione del gruppo, analisi della rete socioaffetiva, capacità di conoscere e gestire le proprie emozioni, accettazione nei confronti dei pari, partecipazione proficua ai gruppi di lavoro cooperativo superando problemi e conflitti, relazioni positive con i docenti.

DURATA DEL PROGETTO

Annuale con frequenza di circle – time settimanale

ALLEGATO

A titolo d’esempio riporto alcune attività programmabili durante il c.t. o durante le altre ore curriculari:

  • Appello emotivo (insegnanti prima ora). Durante l’appello, chiedere ai ragazzi di valutare il proprio stato emotivo con un punteggio da uno a dieci. Registralo sul diario di classe, in modo da poter ogni due settimane fare insieme ai ragazzi una disamina dell’andamento delle valutazioni espresse.
  • Una cosa speciale: si formano coppie ed ognuno in 5 minuti racconta all’altro ciò che vuole della propria vita
  • Un’esperienza che non ha avuto successo, ma mi ha insegnato molte cose (tema d’italiano, discusso poi in CT)
  • Avevo una paura e l’ho superata
  • Lo stemma personale, un simbolo che indica una qualità personale (ed. Artistica)
  • Il ritratto figurato: un collage centrato sulla propria personalità
  • Il personaggio della settimana: un foglio da appendere su cui i compagni e gli insegnanti scriveranno qualità ed episodi positivi
  • Il supporto di coppia: in coppie reciprocamente si dicono “tu mi aiuti quando…, a me fa piacere che…”
  • Il bilancio della settimana. Un giorno a settimana elencare le cose positive raggiunte
  • La scatola della felicità: Immaginare una scatola dove porre le cose che ci fanno felici a scuola e a casa
  • Una persona che ci fa felici
  • La scatola della paura. Immaginare una scatola dove gettare via le cose che ci fanno paura
  • Gli amici. Come fare amicizia in classe
  • Un’esperienza di…sicurezza, accettazione, fiducia, collaborazione, cambiamento, amicizia, libertà. Prima discutere il significato di questi termini. Poi c.t. in cui si raccontano queste esperienze
  • Esperienza guidata di consapevolezza del Se. Il giardino delle emozioni.

Vincenzo Di Napoli


apr 18 2010

Progetto “Valorizzazione e integrazione delle differenze”

Tag:admin @ 19:46

FUNZIONE STRUMENTALE

INTERVENTI VOLTI A CONTRASTARE IL DISAGIO SCOLASTICO

PROGETTO

“VALORIZZAZIONE E INTEGRAZIONE DELLE DIFFERENZE”

PREMESSA

L’attività volta all’individuazione delle situazioni a rischio e all’elaborazione di strategie e degli strumenti adatti alle esigenze dei vari contesti scolastici, è stata agevolata dalla personale esperienza di docente e di psicologo insieme, la quale mi ha consentito di sperimentare un approccio funzionale e realmente calato nella realtà scolastica. Continua”Progetto “Valorizzazione e integrazione delle differenze””